Mia cara,
sei sempre nei miei pensieri, sai? Cerco di proteggerti, di tenerti stretta, di inviarti piccolo e denso il contrario del mio silenzio.
E' una cosa tanto bella sapersi attorno, in questo lontano finto e per nulla metaforico.
Mi sei dentro, nella vita, perchè l'attimo di te nella mente è del tutto spontaneo e naturale.
E insomma. Altro giro di boa. Anche se per me l'anno dovrebbe iniziare a Settembre, dopo il tramonto estivo. Se il tempo è stato delusione e si avvia ad esserlo ancora, meglio che lo sia lungo la sola linea autunnale, che aiuta nella sua caduta e fragilità. Quel Dic/Gen è come un doppio peso, un carico mancato di energia, qualcosa che non è preceduto da immaginazione e riposo voltapagina, lo svuotarsi del simbolico morire e rinascere, forza al crepuscolo prima, all'embrione poi, foriera di crescita.
Ma è solo un'idea, una di quelle piccole e salvifiche, che sogna di alleviare una condizione che mi ha fatto ombra e delusione per quasi tutto il tempo di quest'anno.
Aspettative disattese, delusioni e illusioni, tutte all'interno di me.
Il lungo periodo di costruzione e chiusura, che addirittura ha tolto la gioia della parola - vietarmela, come se non la meritassi- è in via di estinzione.
Mi accorgerò di quanto mi abbia dato, non riesco ancora a giudicarlo. So dire però che chi ha tentato un avvicinarsi a me, un approfondire, è stato ricambiato con la distanza, il mentale oppormi ad incontri che avrebbero dovuto essere qui, ma non ora.
Non ora che l'evoluzione, anzichè lasciami progredire, mi porta indietro, dove veramente sono.
Dove le aspettative sono in effetti più grandi di me, o dove mi vedo adulta, più limitata e realista, finalmente capace di scendere dal piedistallo e ammettere la normalità dei miei desideri.
Le mille esistenze ipotetiche si sono appiattite, creando una me meno stratificata, osservatrice dei sogni come parte, anzi come microparte, non come preponderanza.
Così il tempo di decantazione delle possibilità si è fatto improvvisamente breve, e la realtà più chiara, lampante.
Si fa da parte il tempo della vicissitudine per grado di passione, l'allontanare un sogno per mancanza di forza, si fa da parte il tempo che finora ho concesso al tempo.
Più nuda che mai sono rimasta io, e neanche i miei studi salva-ore mi danno soddisfazione. Anche loro, adesso, mi prendono in giro, sbattendomi in faccia la realizzazione mancata, l'orribile protezione dell'impegno reale ma teso al vuoto, all'incompletezza. Soprattutto la dolorosa immagine di una me che tergiversa, che non decide. Io, la fiera, l'orgogliosa, la creativa. Arenata.
Parlo come se dovessi morire domani, come se non avessi più possibilità. Ma non è vero che sto rinascendo? Che quest'anno non è stato vano, che questa chiusura non ha avuto il significato di immobilità?
Del resto, al centro della me in bilico tra mille attività meravigliose e irrisolte, io ho avuto cose. E persone.
...Tutto torna...L'equilibrio. Tra passaggio, identità e esterno, con una forza per la prima volta non condizionata dalla presunzione e dalla superiorità: io non potevo volere per me una cosa normale.
E quanto mi sono mancata, cara, quanto di quelle complicazioni non ha illuminato e sfumato questi mesi così pratici eppure sospesi, ancora irreali. il contrario della fantasia: sono evanescenti, si avvicinano alla nascita, alla realtà.
Io nella condizione del contrario, mai temendo la complessità, il tanto, quanto la piattezza, la mancanza di angolo e nascondiglio.
Le ore che si concederanno le "mie cose" saranno minori, ma più valide, meno sottratte alla vita che posso, meno colpevoli.
Io mi voglio bene. Ho sbagliato, è stata tutta sbagliata questa immobilità - apparente, reale, effettiva-, ma ora mi guardo con affetto, con tenerezza. Guarisco, sono guarita.
Continuo a rincorrere quello che è stato, quello che vorrei fosse. Nel momento, nell'attimo di adesso, non esisto mai. Per questo non mi risolvo, ma è la mia condizione, così sono.
12 o 70, dicevamo, ma mai i miei. L'ho accettato.
Pensare a te mi fa commuovere, struggere. In bilico tra l'essere ancora poco adatte alla vita e tese ad una piccola faticosa maggiore conoscenza, mostriamo una tale volontà, un così grande amore per la vita, per l'essere, da meritare ogni appoggio e ogni sorriso che le persone amate e i giorni vorranno concederci.
Se solo sapessi -non lo sai, ed è questa la magia - l'anima bella che ti muove e che ti fa ridere, piangere, incazzare, stancare.